“La faccia delle nuvole” – Erri De Luca

“In ogni nuova creatura si cercano somiglianze per vedere in lei un precedente conosciuto. Invece è meravigliosamente nuova e sconosciuta. Ogni nuova creatura ha la faccia delle nuvole.”

Bisogna essere credenti per apprezzare le storie di Erri De Luca? Bisogna conoscere, fidarsi, credere in un Dio?
No, non è necessario. Perché la storia che abbiamo tra le mani appartiene agli uomini. È la storia di un uomo che pesca sulle rive del lago Tiberiade, che vive in una terra di mezzo tra il deserto e il Mediterraneo, proprio al centro di un flusso di migrazioni che ha coinvolto nei secoli tutti i popoli della storia. Continua il dialogo tra Miriàm e Iosèf. Continua con il loro esilio in Egitto, il bambino carico di doni e di pericoli. Oro, incenso, mirra e scannatori di Erode, il Nilo e il Giordano, la falegnameria e la croce: la famiglia più raffigurata del mondo affronta lo sbaraglio prestabilito. In ogni nuova creatura si cercano somiglianze per vedere in lei un precedente conosciuto. Invece è meravigliosamente nuova e sconosciuta. Ogni nuova creatura ha la faccia delle nuvole.

L’ultimo libro di Erri De Luca, autore che leggo e amo da anni, è un manifesto alla speranza e non bisogna essere credenti per apprezzare la saggezza condensata in queste 88 pagine, bisogna essere aperti, curiosi, capaci di guardare oltre l’interpretazione corrente delle cose. La lettura di questo libro oltre a farmi riflettere sulle origini dell’immigrazione e sulla situazione attuale che coinvolge milioni di persone dal Medio Oriente all’Africa che cercano di scappare dalla miseria o da una guerra, semplicemente in cerca di una condizione di vita migliore, ci dovrebbe far riflettere che nei millenni queste ondate migratorie sono state naturali, quasi fisiologiche e impossibili da contrastare. Visto anche che una delle cause principali è data dall’aspirazione di raggiungere il benessere economico e culturale che noi occidentali abbiamo conquistato dopo due sanguinose guerre mondiali, con milioni di morti e migrazioni in cerca di un lavoro in paesi all’interno dell’Europa, ma anche negli Stati Uniti, Argentina e Australia. Erri De Luca, che ha fatto della parola il suo oggetto di studio più intenso, trasmette con poche illuminanti frasi tutta la forza eversiva della figura di Cristo, così come doveva essere parsa ai padri della Chiesa.

Detto ciò, questa lettura mi ha dato l’ispirazione di tornare a fotografare dopo un periodo forzato di astinenza; gli scatti sono stati realizzati a Montelago nel comune di Sefro, in provincia di Macerata.

 

I will be back soon!

Appena il tempo e la mia reflex me lo consentiranno, tornerò nuovamente a scattare, promesso.

“In un modo iperconesso nel quale viviamo, con notizie quotidiane che ci sconvolgono e ci riempiono costantemente di emozioni forti, difficili da gestire, la Fotografia ferma il tempo e ci porta a una riflessione più intima e privata.
Si ha il dovere morale di porsi criticamente nei confronti dello status quo, soprattutto quando le autorità esercitano il loro potere in maniera opaca e coercitiva e quando ci si scontra con la realtà, bisogna reagire e cercare di dare uno scopo e senso critico a quello ci circonda.

Perché la Fotografia in primis per me è impegno civile, politico, etico, culturale e artistico.
La Fotografia la vivo come documento, come interpretazione di quello che mi circonda, ma sopratutto come salvezza e come verità.”

Mostra fotografica – “Il cielo sopra Berlino”

Riprendendo una citazione del regista Wim Wenders e ispirandomi al film “Il cielo sopra Berlino”, vi propongo alcuni scatti tratti da un piccolo viaggio nella capitale tedesca, rigorosamente a colori.
Berlino è una città piena di arte, di vita in ogni angolo, murales ovunque, una quantità infinita di locali e pub con musica elettronica e altri generi.
Si assapora ancora, a distanza di decenni, il cuore della storia europea, con la memoria del Muro che sta a testimonianza della Guerra Fredda, combattuta da due schieramenti politici che per decenni hanno diviso il mondo in due ideologie politiche diverse.
Una città che mi ha lasciato un bellissimo ricordo, arricchita poi dai colori autunnali e che in futuro, sicuramente tornerò a visitare.

“Attraverso il mirino, colui che fotografa può uscire da sé ed essere dall’altra parte, nel mondo, può meglio comprendere, vedere meglio, sentire meglio, amare di più.” – cit. Wim Wenders

La mostra durerà da domenica 21 febbraio al 6 marzo dalle ore 18.30, presso il Terminal di Macerata durante TerminaLa e nei giorni della settimana, con ingresso libero riservato ai soci Arci.
Ringrazio Marco Cecchetti per lo spazio a disposizione e per la disponibilità.
A presto!

La mia Islanda in bianco e nero

A distanza di anni si riesce, con maggiore attenzione e con la mente sgombra, ad apprezzare meglio quello che si è fatto e tra queste cose c’è l’Islanda.
Ho cercato di fare una selezionare delle foto dando un taglio del tutto personale, includendo soltanto degli scatti realizzati e pensati in bianco e nero, molto più personali ed intimi.

“Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la forza
Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. E’ un romanzo, nient’altro che una storia fittizia. Lo dice Littrè, lui non si sbaglia mai.
E poi in caso tutti fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi.
E’ dall’altra parte della vita.”

Prefazione del libro “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Céline.